Era molto atteso ed è finalmente arrivato in Italia – al Teatro della Luna, dove resterà in scena fino al 12 febbraio –  Green Day’s American Idiot, la punk-rock opera tratta dallo storico concept album della band americana. Dopo un felice debutto a Broadway nel 2009 e poi a Londra nel 2015, eccolo ora in una versione con dialoghi in italiano e liriche in inglese, magistralmente diretta da Marco Iacomelli e prodotta da STM con la Fondazione Teatro Coccia e Reverse Agency con il sostegno di Fondazione CRT. American Idiot è interpretato da un gruppo di giovani attori professionisti davvero in stato di grazia, che  Iacomelli ha selezionato, tra oltre 700 candidati, performer di talento, alcuni al loro debutto nel teatro professionale.

Tema del musical è la figura dell’idiota americano per antonomasia, paranoico, ottuso e vittima delle menzogne mediatiche. Per ragioni cronologiche l’American Idiot, titolo che volutamente ricorda  il reality show American Idol, venne identificato all’epoca con George Bush, colpevole, tra l’altro, con la sua politica, di aver portato gli Stati Uniti alla guerra. Non c’è dubbio, comunque, che anche l’attuale presidente americano possa essere un’ottima fonte di ispirazione. Ecco allora ripercorrere l’apatico e vacuo “american way of life” nelle vicende di tre ragazzi, tre amici nati e cresciuti in una squallida periferia:  Johnny (Ivan Iannacci), il “Jesus of Suburbia”, il Gesù dei sobborghi, Tunny (Renato Crudo) e Will (Luca Gaudiano). Tre percorsi diversi li metteranno faccia a faccia con la necessità di prendere in mano le loro esistenze, apparentemente senza prospettive: Tunny va  in guerra e torna invalido, ma troverà conforto nella sua infermiera, la sua Extraordinary Girl (Giulia Dascoli)Will è alle prese con l’arrivo di un figlio dalla fidanzata Heather (Angela Pascucci); Johnny, dopo l’incontro con  St.Jimmy (Mario Ortiz), il suo alter ego, che lo trascina in un tunnel di vizi e tossicodipendenza, si innamora di Whatsername (Natascia Fonzetti), ma alla fine lascerà da solo la città per affrontare una nuova vita.

La regia di Marco Iacomelli, che ne ha anche curato la traduzione e l’adattamento, è una garanzia dato che American Idiot si inserisce perfettamente nel filone del musical contemporaneo di cui Next to normal, diretto dallo stesso Iacomelli nel 2015, è stato uno riuscitissimo esempio. Sorprendente la performance di tutto il cast, in grado di recitare, cantare e ballare con una professionalità e un’intensità degne del migliori palchi internazionali. Lo spettacolo è una macchina scenica perfetta, in cui nulla è lasciato al caso. L’energica musica dei Green Day viaggia di pari passo con luci, costumi, coreografie (di Michael Cothren Peña) e soprattutto con le splendide scenografie metropolitane di Gabriele Moreschi, in cui si intersecano le bellissime illustrazioni (ispirate alle opere di Basquiat) di  Rosemary Amodeo. Ottima la band – che si è avvalsa della supervisione musicale di Simone Manfredini – diretta da Riccardo di Paola. Impeccabili le loro esecuzioni brani ormai classici della storia del rock come 21 Guns  Jesus of Suburbia, Boulevard of Broken Dreams, Wake Me Up When September Ends, HolidayAmerican Idiot, oltre a Good Riddance, conosciuta anche come Time of Your Life.

Un unico appunto, che ho rilevato la sera della prima e che purtroppo non dipende dalla qualità dello spettacolo: constatare che tra il pubblico ci sia ancora molta difficoltà ad accettare le liriche in inglese senza sottotitoli. La speranza è che musical come American Idiot facciano davvero la differenza e portino anche gli spettatori italiani in una dimensione internazionale.

Le foto sono di Giovanna Marino

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