Una curiosità come premessa: in “Ciò che vide il maggiordomo”, titolo della divertente commedia di Joe Orton, non c’è alcun maggiordomo tra i personaggi . “What the butler saw” non era altro che un “peepshow” di un mutoscopio, un dispositivo cinematografico primitivo dei primi del ‘900, attraverso il quale, inserendo una moneta, si poteva assistere a un piccolo film erotico. Una sorta di voyerismo alla portata di tutti, che Orton rilesse in chiave dissacrante in questa sua commedia, lanciando forti critiche alla società inglese della fine degli anni ’60, con un’attitudine debitrice del cinico umorismo di Oscar Wilde, così come degli autori del teatro dell’assurdo. Un testo difficile da proporre senza cadere nella farsa fine a se stessa. Ci è perfettamente riuscita la compagnia del Teatro San Babila, che lo ha portato in scena di recente a Milano.

Nel suo studio psichiatrico il Dottor Prentice tenta di sedurre un’aspirante e ingenua segretaria. Irrompe la moglie nevrotica in sospetto di ninfomania, a cui segue l’arrivo di un inquietante ispettore sanitario, di un fattorino d’albergo un po’ troppo intraprendente e di un poliziotto maldestro. Una trama da perfetta pochade che non deve trarre in inganno. Come nella migliore tradizione della commedia degli equivoci, abbiamo sì, tresche, scambi d’identità, travestimenti e scomparse. Un perfetto marchingegno di risate, condotto tuttavia da un dialogo paradossale,  che non distrae dalle inquietanti conclusioni: chi è veramente pazzo? Esiste una follia oggettiva o tutto dipende dai punti di vista?  Impeccabili le interpretazioni della compagine in scena: Francesco Parise,  divertente nel suo crescendo di pazzia più o meno consapevole, Sonia Grandis, l’insinuante consorte, Gloria Anselmi  (Geraldine Barclay, la segretaria, prima vittima designata), Daniele Crasti (Nicholas Beckett), Gianni Lamanna (Sergente Match) ed Enzo Giraldo, esilarante Dottor Rance dallo sguardo perennemente allucinato e capace di condurre in modo impeccabile le più tortuose affabulazioni verbali. Dirige la commedia con ritmo e mano sicura Marco Vaccari.

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