Devo ammettere che avevo fortissime aspettative da “Fame – Il musical” , in scena al Barclays Teatro Nazionale fino al 1 maggio. Sono stata una fan dei telefilm grazie ai quali ho poi scoperto il bellissimo film di Alan Parker.  Un film che non risente del passare dei suoi trentacinque anni, non solo per la potenza espressiva della celebre colonna sonora, ma anche per un modo di raccontare mai banale le storie di alcuni ragazzi che hanno come unico sogno il successo. Purtroppo non si può dire lo stesso del musical diretto da Federico Bellone. Uno spettacolo confezionato in modo impeccabile e con alcuni interpreti di valore, ma privo di ispirazione. Ecco scorrere la vita degli studenti della High School of Performing Arts di New York raccontata a quadri, senza nessi narrativi: il timido Nick, Carmen esuberante e sexy, Tyrone grande ballerino, la dolce Serena e poi gli insegnanti, la severa Miss Sherman e la più accomodante Miss Bell. Seguendo un ordine schematico sulla falsariga dei telefilm –  con il plus di alcuni spettatori posizionati direttamente sul palco – assistiamo a delle scene gradevoli, ma prive di collegamenti narrativi. Con alcune ottime esibizioni. Su tutti spiccano la grande Francesca Taverni (Miss Sherman), voce potente che va dritto al cuore, la piacevole conferma Luca Giacomelli Ferrarini (Nick) e la bravissima Michelle Perera (Mabel Washington). Notevoli anche le coreografie di Gail Richardson e la direzione musicale di Steve Pritchett. Quello che rimane durante tutto lo spettacolo è però un senso di attesa. Attesa per la canzone chiave del film e cioè “Fame”,  eseguita a metà spettacolo e riproposta in chiusura con tanto di taxi giallo di cinematografica memoria e  le stesse coreografie di contorno che l’hanno resa indimenticabile. Ecco allora che il pubblico si accende e, per un attimo, è davvero “Fame”.

Le foto scattate alla prima dello scorso 7 aprile sono di Federico Lamastra

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