La pista di una balera come un viaggio, attraverso le epoche, le emozioni i piccoli grandi avvenimenti di uomini e donne comuni. Questo è Le Bal, delizioso spettacolo in scena al Teatro Menotti fino al 29 ottobre. Dagli anni trenta al 2001, alcune coppie si incontrano in un luogo tra il reale e l’onirico, in cui si scoprono nelle proprie debolezze, gelosie, ma anche nei rimpianti per un amore perduto o per una giovinezza ormai lontana. È una danza di emozioni, sull’onda di musiche che hanno fatto la storia cultura popolare del bel paese – dal Trio Lescano a Fred Bongusto, da Modugno a Mina, Renato Zero, Enrico Ruggeri, Battiato, Celentano e la Vanoni  – e che si rispecchia in modi e espressioni tipiche delle varie epoche, nei costumi e nell’immagine, da quella più dimessa del dopoguerra a quella sgargiante degli anni ’80. Un’interpretazione della vita che nasce su una pista da ballo e poggia per questo sulla forza del gesto e della coreografia di Ilaria Amaldi, che si rivela potente ed espressiva, ma anche delicata e introspettiva in diversi momenti. In scena o sarebbe meglio dire in pista uno straordinario gruppo di attori, capitanati e diretti dall’intenso Giancarlo Fares, che ripropone in modo impeccabile questo format teatrale ideato da Jean-Claud Penchenat – attore anche nella celebre trasposizione cinematografica Ballando Ballando diretta da Ettore Scola. Un teatro muto solo in apparenza, ma che in realtà comunica attraverso il corpo, l’espressione e la musica, un ballo sempre più accelerato, che rende la partitura musicale una drammaturgia all’ennesima potenza, con cui si racconta la storia del nostro paese dalle due guerre, passando per la liberazione degli anni ’60 e ’70 fino alla paura dell’11 settembre. Una grande lezione di teatro, che fa comprendere quanto il gesto scenico, quello vero, e la forza della musica permettano di comunicare in modo davvero unico con il pubblico. Che si lascia giustamente andare a un  coinvolgente e liberatorio ballo finale  con la compagnia.

 

 

 

Condividi: