Il 92% degli utenti web le usa in modo compulsivo nel corso di una chat o nella pubblicazione di un post. Sono le emoji, nate nel 1999 in Giappone, ma diventate un fenomeno globale solo negli ultimi anni con l’avvento dei social. Divertenti, immediate, senza barriere linguistiche e soprattutto gratis.

Così popolari al punto che ormai le faccine colorate sono usate a scopo promozionale dai vari social come Snapchat e Instagram. Twitter è poi arrivato a offrire ad aziende come Coca Cola, Starbucks o Disney un servizio di personalizzazione delle emoji per le inserzioni pubblicitarie.

E che dire di Spotify che ha creato un’emoji con la copertina di Abbey Road che compariva alla digitazione dell’hasthtag #BeatlesSpotify?

Tra le campagne di brand la più geniale è senza dubbio quella del  Domino’s Pizza che ha creato il servizio  “tweet-to-order”: dopo essersi registrato sul sito della catena, l’utente non deve fare altro che tweettare  l’emoji della fetta di pizza desiderata per vedersela recapitare a casa.

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