Rumori fuori scena nasce dalla convinzione del suo autore, quel geniaccio dell’umorismo  di Michael Frayn, che un allestimento teatrale possa essere molto più divertente visto dietro le quinte che in platea.  Tradotta in ventinove lingue, la commedia è stata messa in scena in tutto il mondo ed è anche diventata un film – non riuscitissimo peraltro – diretto da Peter Bogdanovich, interpretato da Michael Caine e Christopher Reeve. Il primo allestimento in Italia fu realizzato dalla storica compagnia Attori e Tecnici di Attilio Corsini. Una vera e propria scommessa per chi, a partire dallo stesso Corsini, era convinto che la commedia avesse un umorismo troppo british per l’Italia. In realtà Rumori fuori scena è un capolavoro senza tempo e latitudine e lo confema l’ultima spassosa versione in scena al Teatro Nuovo di Milano con la regia di Claudio Insegno, fresco dei fasti parigini di Jersey Boys.

La commedia non è altro che uno spettacolo nello spettacolo, in cui una compagnia teatrale di dubbio talento, mette in scena una farsa basata sul classico meccanismo di entrate, uscite ed equivoci. La pièce si compone in definitiva di tre sequenze: una prova generale, dove vengono a galla i problemi di allestimento, ma anche le scottanti relazioni personali all’interno della compagnia, con tresche di vario genere, che coinvolgono il regista sciupafemmine (Fabrizio Martorelli), l’assistente imbranata (Lia Tomatis), l’attrice procace (Carlotta Iossetti), due coppie alquanto improbabili (Andrea Beltramo – Carlotta Viscovo, Claudio Insegno – Daniela De Pellegrin) un vecchio attore ormai alla deriva alcolica (Guido Ruffa) e un tecnico “tuttofare” (Ettore Lalli). Si passa poi al pezzo forte, il secondo atto, in cui la scena si capovolge e il pubblico assiste al dietro le quinte dello spettacolo, nel giorno della prima, che si complicherà sempre di più, in un crescendo di ripicche, gelosie e litigi furiosi tra gli attori e il regista. Fino a una terza e ultima parte, che raggiunge il climax comico con un epilogo a sorpresa. L’allestimento messo in scena da Claudio Insegno è semplicemente perfetto per sintonia tra la parte scenica e le interazioni di tutti di tutti i personaggi, splendidamente interpretati da un gruppo di attori davvero affiatati. Una lezione di ritmo comico da manuale e anche uno spaccato interessante e un po’ voyeuristico, che il pubblico, quello vero, mostra di apprezzare con risate e applausi scroscianti.
Fino  9 aprile al Teatro Nuovo di Milano.

Le foto sono di Federico Lamastra

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