Avrei dovuto pubblicare questo post molto prima dei terribili attentati di Parigi. Per una serie di ragioni, l’ho potuto pubblicare solo ora. Non voglio fare facili collegamenti o demagogie. Spero solo che scrivere di un musical che parla di pace e armonia tra i popoli e che andrà in scena proprio a Parigi contribuisca, anche se in minima parte, a fare in modo che non si ceda alla logica della paura, continuando ad andare a teatro, così come nei bistrot o allo stadio.

Come ho anticipato, “Siddhartha The Musical”, già rappresentato in Italia nel 2013, avrà un debutto parigino alle celebri Folies Bergère. Le date appena confermate saranno l’1, il 2 e il 5 dicembre. Una bella soddisfazione per un musical tutto in Italiano, che è stato preceduto da altri notevoli riscontri all’estero, primo fra tutti il contratto di distribuzione internazionale con la Broadway International Company, che lo porterà in tournée nei più importanti paesi asiatici. Tratto dall’omonimo libro di Herman Hesse, “Siddhartha The Musical”, è stato scritto da Isabeau, Fabio Codega e Fabrizio Carbon e racconta attraverso una serie di quadri illustrati da imponenti video-proiezioni, la ricerca dell’illuminazione del principe Siddharta. Nel cast, oltre ai consolidati interpreti, Giorgio Adami (Siddharta), Michelangelo Nari (Govinda), Paolo Scheriani (Siddharta Narrante) e un nutrito ensemble di ballerini, da rilevare anche il contributo musicale di Beppe Carletti deiNomadi, di Osvaldo Pizzoli e la regia dell’americano John Rando, che ha vinto il Tony Award per la migliore regia di un musical per “Urinetown” il Musical nel 2002. Da notare infine che in alcune repliche straordinarie a Parigi, narratore d’eccezione sarà Patrick Poivre d’Arvor, noto giornalista della televisione francese, che interpreterà il “vecchio Siddhartha”.

Artefice del successo dello spettacolo, insieme alla scrittrice e regista dello spettacolo Isabeau, è la produttrice Gloria Grace Alanis. Vulcanica italo-messicana, dall’entusiasmo contagioso, ha un passato da modella e imprenditrice di successo. Durante le prove dello spettacolo a Milano ha concesso a TopHat una piccola intervista, realizzata prima degli attentati di Parigi.

GLORIA GRACE ALANIS

Come è nata l’idea di un musical su “Siddharta”?

Isabeaux, a cui sono legata da un rapporto di amicizia e con cui condivido il percorso buddista, mi chiamò per invitarmi a vedere lo spettacolo. Mi innamorai subito del progetto. Ha un impatto visivo fortissimo, con scenografie, costumi e coreografie bellissime. Ma quello colpisce di più è il messaggio

A livello coreografico ricorrere a movimenti in stile Bollywood poteva sembrare la soluzione più facile. Le coreografie di Siddharta invece sono legate alla danza contemporanea. Come mai questa scelta?

E’ un musical dove tutto parla di India, dalla scenografia ai costumi alle scenografie. Ma siamo in Europa quindi abbiamo voluto introdurre degli  elementi coreografici più vicini a noi. Ne risulta un mix molto piacevole.

Come siete arrivati a Parigi?

Lo abbiamo proposto noi, ma ovviamente se un teatro non reputa una cosa interessante non lo accetta. Quindi direi che è piaciuto [ride]

Anche la decisione di lasciarlo in italiano stupisce…

La mia idea è sempre stata quella di portarlo nel mondo in italiano. Poi potrà essere tradotto e portato in scena diversamente, ma l’idea di partenza è di farlo conoscere nella lingua in cui è stato scritto.

In Francia stupisce doppiamente.

A me piace stupire. Poi la lingua italiana è molto amata nel mondo e questo musical porta un messaggio di riappacificazione tra i popoli, indipendentemente da lingua, colore e religione.

Pensi che il musical sia un veicolo giusto per il buddhismo?

Tramite l’arte e la musica le parole arrivano più direttamente al cuore delle persone. Il musical è un veicolo per far pervenire un messaggio al pubblico.

Qual è il messaggio di “Siddharta”?

E’ il messaggio buddista che ci riporta alla vera dell’essenza dell’essere umano. Nessun essere umano nasce cattivo, lo diventa in seguito. L’essere umano è puro in sé, basta volerlo far emergere. Se si perde l’amore il mondo non avrà speranza di andare avanti.

So che hai un background diverso dal mondo del teatro. “Siddharta” ti ha in un certo senso cambiato la vita?

La vita cambia sempre, basta cogliere questi cambiamenti. Tante volte arriva una cosa nuova e non siamo preparati, invece bisogna cogliere tutto quello che arriva dalla vita perché c’è un motivo. Sono stata modella, ho fatto la mamma e poi sono stata imprenditrice nella moda. Anche questa attività è stata una cosa che mi è arrivata, l’ho presa e il mio obiettivo era solo quello di riuscire a dare il meglio di me, al punto tale che l’ho lanciata in tutto il mondo. Dopo tre anni, ho ceduto le mie quote e mi sono imbattuta in questo progetto. E’ stata come una sfida e io adoro le sfide perché noi possiamo realizzare tutto ciò che vogliamo basta crederci fino in fondo, basta decidere che lo possiamo fare; anche se ci sono tanti ostacoli bisogna vedere sempre il nostro punto di arrivo. Siamo solo noi che non crediamo nel nostro potere illimitato. Il buddhismo ci insegna che lo abbiamo ed è un mezzo per poterlo tirare fuori. Allora perché perdere tempo e indietreggiare davanti a delle opportunità meravigliose? Sono molto felice di poter contribuire a portare un messaggio importante in un momento sociale difficile, di portare qualcosa che possa contribuire a cambiare la nostra vita e quella degli altri. Iniziamo a migliorare la nostra vita e il nostro cuore; se tutti iniziassimo questo percorso senza aspettare che lo facciano gli altri, potremmo davvero vivere in armonia su questo pianeta. Il messaggio di “Siddharta” è un messaggio d’amore che spero che tutti riescano a capire. Sicuramente usciranno cambiati dopo aver visto questo musical.

Di seguito alcune foto (di Marco Bignozzi) insieme a Gloria, al cast allo staff e ad alcuni giornalisti presenti alle prove dello spettacolo.

Condividi: