Accade che film poco conosciuti possano diventare sul palco musical di grande successo. E’ il caso di Newsies. Difficilmente però un musical tratto da un film leggendario può reggere il confronto. Il paragone è ancora più difficile se il film in questione, non essendo un capolavoro, è passato alla storia unicamente per il tratto inconfondibile della sua interprete principale. E questo è il caso di The Bodyguard, il musical – tratto dal celebre film del 1992 con Whitney Houston e Kevin Costner  – che ha debuttato nel 2012 sulle scene londinesi. A venticinque anni di distanza dall’uscita del film e a cinque dalla scomparsa di Whitney Houston, tocca ora all’Italia e, precisamente, a Milano al Teatro Nazionale CheBanca!, dove The Bodyguard, il musical ha debuttato lo scorso 23 febbraio, con una lunga tenitura fino al 7 maggio 2017.

The Bodyguard per tutti è il film di Whitney Houston. La sua interpretazione della capricciosa pop star Rachel Marron, che si innamora della sua guardia del corpo Frank Farmer (interpretato da Kevin Coster) chiamato a proteggerla da un pericoloso stalker, la coglieva nel momento più alto della sua carriera. Una Whitney all’ennesima potenza, al massimo livello vocale ed espressivo, con una dose di fascino che adombrava persino Kevin Coster annata 1992. Non c’era locale o festa all’epoca, in cui non esplodesse tutta la sua potenza canora con l’indimenticabile I will always love you, canzone portante del film e versione in chiave Whitney di un classico di Dolly Parton.

La scelta della protagonista di The Bodyguard è caduta su Karima, forte di un curriculum di tutto rispetto. Una partecipazione alla sesta edizione di Amici, una partecipazione al Festival di Sanremo 2009 e una collaborazione importante con un artista del calibro di Burt Bacharach. Tra l’altro, nel 2010, Karima ha aperto tutti i concerti di Whitney Houston durante il suo ultimo tour in Italia. Pur riconoscendone le doti canore, purtroppo Karima non regge il confronto con Whitney. Parliamoci chiaro, nessuno può farlo, ma ci si chiede il perché la scelta sia caduta su una voce da un timbro così diverso dall’originale, quando in scena c’è già chi avrebbe potuto essere una perfetta Rachel Marron. E’ infatti innegabile che Loredana Fadda (Peter Pan, We will rock you, Priscilla e il recente Footloose), che interpreta il ruolo di Nikki Marron, sorella di Rachel, sarebbe stata un’ottima protagonista, sia per le doti canore – i suoi acuti e virtuosismi sono stati salutati da applausi a scena aperta alla prima stampa – sia per una maggiore disinvoltura in scena e aderenza fisica al ruolo. Ettore Bassi, novello Kevin Kostner si adegua al suo ruolo di comprimario di lusso, sfoderando la padronanza del milieu poliziesco acquisita in televisione.

Si riconosce lo sforzo della produzione da due milioni di euro, che poggia sulla scenografia imponente di Gabriele Moreschi, sulle ottime luci di Valerio Tiberi e sull’utilizzo di effetti speciali come laser e getti di fuoco; la regia di Federico Bellone però non convince, forse poco agevolata da una trasposizione, che è un ibrido tra un juke box musical e un tributo. Molte infatti le canzoni assenti dalla colonna sonora del film film e ripescate ad hoc da grandi successi di Whitney, come So emotional, How will I know o All at once.

Una nota finale per gli spettatori: in alcune repliche l’understudy di Karima nel suolo di Rachel Marron è Helen Tesfazghi.

Grazie a  Federico Lamastra per le foto di scena di The Bodyguard

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