E’ in questi giorni scena al Teatro Carcano Il Viaggio di Enea, intensa partitura teatrale del drammaturgo canadese Olivier Kemeid. Lo spettacolo, co-prodotto dal Centro d’Arte Contemporanea Teatro di Roma e dal Teatro Carcano, è adattato e diretto da Emanuela Giordano e interpretato da Fausto Russo Alesi, coadiuvato da un intenso gruppo di attori.
Kemeid ha proiettato nell’eroe virginiano la stessa epopea della sua famiglia di emigrati egiziani in Canada. Un racconto di migrazioni, un viaggio attraverso gli orrori della guerra, uno strappo dall’esistenza quasi idilliaca del protagonista, marito e padre felice, che in breve tempo si vede privato di tutto. Migrante suo malgrado in terre in cui la solidarietà non è merce di scambio, Enea subisce una sorta di spersonalizzazione da uomo fiero del suo io a individuo obbligato a nascondersi, perché privo di un’identità riconosciuta. Ferito nel profondo dalla perdita della moglie Creusa, del padre Anchise, trova consolazione tra le braccia di una Didone fiera migrante e, in seguito, in quelle di Sibilla, volontaria di un’associazione umanitaria. Ritroverà la sua dignità scappando dal campo profughi con i suoi compagni di sventura in un un luogo in cui la violenza è bandita.  Questa riscrittura moderna del classico di Virgilio stupisce per la sua attualità, che rifugge da ogni facile demagogia. Al suo arrivo da migrante, Enea chiede aiuto inutilmente a una ricca coppia di colore. E’ un gioco all’inversione dei ruoli, in cui però sono gli stessi “cattivi” a spiegare il loro comportamente. Nessuna enfasi, nessuna retorica, ma solo un orrore che affiora dal volto e dalle parole scandite con dolore da Fausto Russo Alesi, misurato e intenso al punto da provocare una naturale empatia nello spettatore. Così come da lodare la prova del talentuoso gruppo di attori, Riccardo Tordoni, Roberta Caronia, Carlo Ragone, Kabir Tavani, Antoinette Kapinga Mingu, Emmanuel Dabone, Simone Borrelli. Dirige con taglio asciutto e mano sicura Emanuela Giordano. Al Teatro Carcano fino al 3 dicembre

La foto è di Luca D’Agostino.

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